Articoli con tag Saccomanni

L’Italia di Letta – Saccomanni: credit crunch e recessione

di Luigi Tedeschi
credit crunch

Il governo Letta – Saccomanni, a fronte di uno stato di recessione economica del paese, che registra un incremento della disoccupazione al 12,7% (con punte del 41% tra i giovani), continua ad enfatizzare con toni trionfalistici il calo dello spread, che ha raggiunto quota 200, riportandosi ai livelli ante-crisi del 2011. In realtà il calo dello spread è conseguenza della politica della BCE che ha erogato miliardi di liquidità alle banche al tasso dell’1%. Il sistema bancario ha impiegato larga parte di tale liquidità nell’acquisto massiccio di titoli di stato, realizzando in tal modo rilevanti profitti sugli interessi del debito pubblico.
Oggi, 403 miliardi di titoli di stato sono detenuti dalle banche , e 204 dalle assicurazioni. Il debito sovrano è dunque in larga parte detenuto dalle banche, che mediante tali acquisizioni in massa, hanno contribuito ad allentare le tensioni speculative sul debito pubblico italiano, che comunque resta esposto ai rischi di condizionamento eccessivo da parte di un sistema bancario la cui capitalizzazione è oggi assai problematica e perennemente soggetto alla instabilità dei mercati finanziari. L’impiego della liquidità fornita dalla BCE nel debito pubblico, se si è dimostrato assai redditizio per le banche, ha però determinato una rilevante riduzione del credito erogato alle imprese e ai privati, comportando perciò un calo determinante della produzione e dei consumi. Pertanto l’aumento della disoccupazione non è che un effetto conseguente. La recessione economica che grava sull’intera collettività, rappresenta il costo sociale imposto agli italiani a fronte della stabilizzazione dei tassi di interesse sul debito pubblico, che ha portato al calo dello spread. I finanziamenti alle imprese sono diminuii nel mese di novembre del 6%.
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Job Act: Renzi prepara l’attacco finale al lavoro

di Eugenio Orso
matteo_renzi

I suoi padroni gongoleranno. I tedeschi, che contemplano esclusivamente il loro interesse – altro che Europa dei popoli! – gli diranno “Wunderbar, kleine italienische”, ossia meraviglioso, piccolo italiano! Sottinteso servo italiano. Insomma, le oligarchie tutte, del denaro, della finanza e dell’eurozona plaudiranno. Chi? Ma naturalmente lui, il pericoloso buffone emergente della sub-politica nazionale, all’anagrafe Matteo Renzi, esternante durante l’inaugurazione, nella “sua” Firenze, di Pitti immagine Uomo.
Per ora c’è solo l’annuncio trionfale di Renzi, ma a giorni seguirà lo Job Act, chiamato così in (neo)lingua esotica, per sottolineare meglio la totale subalternità italiana all’occidente neocapitalistico e il liberal-liberismo che anima la marionetta Renzi. Sembra che questo obbrobrio, sicuramente pensato contro il lavoro stabile e ancora tutelato – con la scusa di creare occupazione per chi non l’ha e di estendere le garanzie ai precari – sarà articolato su tre semplici punti e non avrà come “cuore” la riforma dell’articolo 18 (dello statuto dei lavoratori del 1970). Ostacolo “ideologico” quest’ultimo, secondo Matteo, alle necessarie riforme del mercato del lavoro (e contro i lavoratori) che non si fermeranno nel dopo Monti e Fornero.

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Saccomanni, bail-in e lotta al contante

RISPARMIATORI E LAVORATORI SACRIFICATI ALLE BANCHE IN CRISI PER TRUFFE DEI BANCHIERI

di Marco della Luna

monete

Nei secoli passati, i saccomanni erano i razziatori dei campi di battaglia, che, dopo la fine dei combattimenti, andavano a spogliare feriti e caduti dei loro oggetti di valore. Prima, questo vocabolo designava i furieri, gli addetti alle salmerie; poi però, nel tempo, si trovò ad esso si addiceva maggiormente il significato di “predatori”.
S.E. il ministro Fabrizio Saccomanni, con tutto il rispetto, absitque iniuria verbis, è fiduciario dei banchieri nostrani, dato che viene dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, già presieduta dal noto Mussari, accusato, assieme ad altri, di aver “svuotato” il MPS dei suoi soldi pagando Antonveneta un multiplo del suo valore.

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