Articoli con tag politici italiani

E’ improbabile che l’Italia possa salvarsi

di Eugenio Orso
reblogged da il blog pauper class di Eugenio Orso

1. La statistica ci insegna che non c’è una perfetta “unidirezionalità”, in quanto esistono sempre probabilità che un evento si verifichi e, nello stesso tempo, probabilità contrarie al suo verificarsi. Accanto a una strada, molto praticata, ce ne può essere un’altra, con opposta direzione, che probabilmente non imboccheremo. A volte, le probabilità che un evento negativo si verifichi sono elevatissime, tali da rendere insignificanti le probabilità contrarie. E’ questo il caso italiano o, più esattamente, della probabilità che ha l’Italia di salvarsi e di uscire da una crisi interminabile, che potrebbe “terminare” il paese.
Di seguito, vedremo perché l’Italia ha bassissime probabilità di uscire dal tunnel della crisi, con l’aggravante che non c’è più il tempo per invertire la direzione di marcia e tutti gli indicatori volgono inesorabilmente al brutto.
E’ bene definire, in primo luogo, quali sono questi indicatori:
a) Indicatori economici e finanziari.
b) Indicatori, o meglio, aspetti sociali e politici.
c) Situazione internazionale e possibile evoluzione geopolitica, nel breve, della stessa.

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Renzi rottamerà anche l’Italia?

di Luigi Tedeschi
Merkel + Renzi
Arriva Renzi, largo dunque al nuovo che avanza? La personalità eccentrica e ciarliera di Renzi sembra garantire, piuttosto che un futuro radioso, la conservazione di questo immobile presente cui l’Italia sembra essere condannata. Non deve nemmeno stupirci il fatto che il probabile governo Renzi sia sorto in una assise del PD, con contemporanea destituzione dell’uscente governo Letta, che nessun governo italiano sia più legittimato dal consenso del popolo, che il parlamento sia stato esautorato dei propri poteri istituzionali, fagocitati da un presidenzialismo strisciante, che nomina ed esautora governi in spregio alla costituzione. Dalla nascita del governo Monti, sorto non solo grazie ad iniziative poco trasparenti del presidente Napolitano, ma soprattutto a seguito delle pressioni delle oligarchie finanziarie della BCE, la politica italiana ha subito dei mutamenti sistemici di carattere istituzionale, che hanno profondamente inciso sulla stessa sovranità politica del nostro paese. Non è un caso che la Merkel faccia apertamente pressioni per una rapida soluzione della crisi e per la nascita dell’auspicato governo Renzi.
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La Boldrini, l’M5S, la democrazia e la violenza sulle donne

di Mar.Car.

democrazia elezioni Camera

03 febbraio 2014. Laura Boldrini anche oggi attacca l’M5S. ”Tanti vogliono migliorare le istituzioni e il loro lavoro non può essere rovinato da chi vuole solo distruggere“, parla la Boldrini nel programma di Massimo Giletti su Rai Uno. “I Cinque Stelle non sanno utilizzare gli strumenti democratici, messi a disposizione dell’opposizione dalla Costituzione. Devono imparare“. Ha proprio ragione: i deputati M5S devono ancora imparare e non sanno usare bene gli strumenti della nostra “democrazia matura”. La Boldrini e, in generale, la maggioranza che ci governa invece sì. Li sa usare talmente bene che, ormai, li abusa sistematicamente.

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A che serve l’Europa?

Editoriale di Luigi Tedeschi dal numero settembre ottobre di Italicum Italicum settembre-ottobre-2013

Le crisi sono eventi ricorrenti dovuti all’andamento ciclico dell’economia. Nelle crisi vengono meno i presupposti di una fase di sviluppo in esaurimento e si verificano trasformazioni più o meno rilevanti della struttura produttiva e del mercato che poi generano nuovi equilibri e nuove fasi di sviluppo.
Questa crisi invece, non sembra compatibile con la natura ciclica dei fenomeni economici nel contesto dell’economia di mercato. Infatti essa sembra perdurare e mettere in dubbio i fondamenti stessi del modello economico liberista. I livelli di produzione e consumo raggiunti in occidente nella seconda metà del ‘900 non sembrano più raggiungibili, né possibile la creazione di nuovi sbocchi produttivi con la nascita di nuovi mercati. La globalizzazione ha determinato l’interdipendenza mondiale delle economie. Pertanto, grazie alla dimensione planetaria dei mercati, se l’economia e la finanza sono globali, globali sono anche le crisi. La crisi in Europa (almeno in larga parte dell’eurozona), esula dall’andamento ciclico dell’economia di mercato, perché essa è pervenuta negli anni ad uno stato di stagnazione, recessione economica, di disoccupazione e degrado sociale permanente e progressivo, dovuto alla adesione alla moneta unica e al relativo governo centralizzato della BCE delle economie degli stati aderenti. L’euro infatti, con i parametri relativi al rapporto debito / Pil stabiliti dal trattato di Maastricht, gli accordi sul pareggio di bilancio e il fiscal compact, è divenuto una camicia di forza per le economie degli stati. La crisi del debito ha comportato la devoluzione di gran parte delle risorse al servizio del debito ed una politica di progressivi tagli alla spesa sociale, al fine di sostenere gli equilibri forzosi della finanza pubblica. L’euro ha privato gli stati degli strumenti tradizionali di politica economica, atti la incentivare la crescita, quali la spesa pubblica in deficit, il controllo sul sistema bancario circa la fissazione dei tassi di interesse e l’erogazione del credito, le manovre sui tassi di cambio, misure di redistribuzione del reddito.

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Agosto, statale mio non ti conosco … di Eugenio Orso e Anatolio Anatoli

basta-macelleria
Le minacce agostane agli statali, diffuse dalla stampa e smentite dal governo, con lo spauracchio di duecentomila posti di lavoro in meno nel settore pubblico, di prepensionamenti forzati e uscite senza troppi complimenti e incentivi, indicano una volta di più la tendenza a colpire il lavoro dipendente, economicamente e in termini di diritti, nonché a spostare risorse dalla spesa pubblica, che ha una funzione sociale e di cui beneficiano soprattutto le classi dominate, al grande capitale finanziario.

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Sopravvivere al capitalismo: ritorno al futuro

Il nuovo numero di Italicum è on-line. Lo puoi scaricare gratuitamente dalla pagina dei dowloads.

Italicum maggio-giugno copertina

Italicum numero maggio-giugno 2013

Sommario:

Editoriale
Luigi Tedeschi: Cercasi opposizione disperatamente

FOCUS
Marco Della Luna: Letta, l’esultanza, la realtà    4
Eugenio Orso: Controshock globale    7
Carlo Bertani: Con quella faccia un pò così    10
Ettore Rivabella: Democrazia sindacale    11
Vittoriano Peyrani: Motivi dell’aumento degli scandali contro i politici    13

Cultura
A scuola di Hegel, di Marx e di Max Weber –  Dal libro “Il bombardamento etico” di Costanzo Preve    16
Adriano Segatori: Gli insensati cantori del fallimento    19
Luca Lionello Rimbotti: Lo stoico: un modello culturale attuale?    21
Mario Porrini: Bombardieri della libertà    23

Esteri
Augusto Sinagra: Dio salvi l’Argentina    24
Eduardo Zarelli: Egitto: tecnica di un colpo di stato    28
Aghostino Fusar Poli: Islam: una cultura “misconosciuta”    29
Claudia Regina Carchidi: Dopo il dramma dell’apartheid, ora quello di Nelson Mandela    32
Roberta Dassie: Il grido dei migranti si perde nel “cimitero liquido”    33

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Cercasi opposizione disperatamente

Editoriale di Luigi Tedeschi , dal numero maggio-giugno di Italicum

Tra le principali cause del declino italiano viene spesso annoverata dai media la perdurante instabilità politica, che rende difficili le riforme e genera sfiducia nei marcati, il cui giudizio, costituirebbe il parametro oggettivo della validità o meno, di una classe politica di un paese. Ma le cause della crisi italiana vanno ricercate altrove.

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Alle radici di una crisi italiana perenne

Italicum_2013_0304il numero marzo-aprile di Italicum, che puoi scaricare  dalla pagina dei downloads

Sommario

Editoriali
Marco Della Luna: Morire per Maastricht;
Gian Luigi Cecchini: Quirinale: un disastro politico;

FOCUS
Luigi Tedeschi: Alle radici di una crisi italiana perenne;
Augusto Sinagra: La reazione auspicabile;
Ettore Rivabella: Contraddizioni e opportunità. Tragedie e volontà di riscatto;
Carlo Bertani: Cercasi lavoro, disperatamente;
Romano Olivieri: Un banale equivoco;
M.D.L.:Alla ricerca della liquidita’ perduta;

Esteri
Claudia Regina Carchidi: El Diablo venezuelano divenuto un angelo;
Roberta Dassie: Il caso poco noto di Ceuta e Melilla;

Cultura
Adriano Segatori: Per il superamento dell’attualità;
Costanzo Preve: Dire la verità sul capitalismo e sul comunismo;
Luca Lionello Rimbotti: Friedrich Nietzsche  e  la comunità  dell’avvenire

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Morire per Maastricht, con Enrico Letta e l’Eurogendfor

Obbedienza a Maastricht fino alla morte: parola di Enrico Letta

Articolo di Marco Della Luna su Italicum marzo-aprile 2013

Rieleggere Napolitano al Colle e puntare decisi a legittimare con una riforma costituzionale il presidenzialismo di fatto, svuotando di poteri e dignità il parlamento in favore della Commissione Europea, della BCE e del Quirinale, serve appunto a questo. E’ stata subito confermata la linea (pseudo)neoliberista e fiscalista, gli uomini del Bilderberg, del FMI e dell’UE sono i primi a congratularsi._

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