Articoli con tag filosofia della storia

La fine della ragione e l’avvento dell’incubo

di Adriano Segatori

Francis_Fukuyama

Francis Fukuyama    in La fine della storia e l’ultimo uomo annunciava l’ultima e la più perfetta opportunità per l’uomo della post-modernità: quella determinata e definita dal liberalismo democratico. Questa forma, secondo l’Autore, non può ulteriormente peggiorare e non è neppure la degenerazione di alcuna forma precedente. La storia si muoverebbe verso il progresso, e il progresso tecnologico e industriale è già stato assicurato, guidato ed indirizzato dal capitalismo in ambito economico. Il capitalismo ha il suo corrispettivo politico nella democrazia liberale, sia perché questa è meglio compatibile con il governo di una società tecnologicamente avanzata, sia in quanto l’industrializzazione produce ceti medi che esigono la partecipazione politica e l’uguaglianza dei diritti.

Questa mistificante analisi della realtà non solo è stata presa per buona dalle cosiddette élite intellettuali, ma è diventato il manifesto di quel progetto di globalizzazione universale i cui frutti devastanti sono quotidianamente davanti agli occhi di tutti.

Solo in un punto Fukuyama ha ragione, sull’indicazione dell’ ultimo uomo , ma non con i pronostici e le prospettive che lui stesso intende.

Il capitalismo – nella sua intrinseca costituzione di modellatore (o liquidatore?) delle coscienze – ha creato una realtà virtuale nella quale ogni principio di trascendenza e di spiritualità è stato liquidato, sostituendolo con una mobile accozzaglia di valori della contingenza ed una sua rapida soddisfazione degli egoismi.

L’uomo – dai secoli e nei secoli – è sempre stato ritenuto composto (o comunque adeguatamente inserito) da ed entro tre dispositivi: quello fisico, quello psichico e quello spirituale. Rende molto bene questo concetto la dottrina gnostica, secondo la quale l’umanità sarebbe divisa in base alla natura specifica degli uomini: gli ilici, estranei alla salvezza e alla luce, legati al mondo terreno e alla corruzione del provvisorio, schiavi delle pulsioni e degli istinti; gli psichici, incerti e perplessi nell’abbandonare le finte certezze materiali, ma con una tensione interiore non ben definita che comunque li rende idonei a perseguire un certo cammino di consapevolezza e a dare un nome al loro desiderio inespresso; infine, i pneumici o pneumatici, coloro che sentono la vocazione della conoscenza, che sentono il dovere di rispondere al loro daimon – direbbe Hillman – per dare un senso compiuto alla loro esistenza e raggiungere la piena consapevolezza di sé e del mondo.

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Preve-Tedeschi: Lineamenti per una nuova filosofia della storia

Preve-Tedeschi - Lineamenti..La passione dell’ anticapitalismo“. Questo è il sottotitolo del nuovo libro di Costanzo Preve e Luigi Tedeschi.

Dinanzi alla crisi devastante del capitalismo, sorge l’esigenza di comprendere il nostro presente storico. L’attuale capitalismo, proprio perché assoluto, non necessita di storia, rappresentando esso stesso “la fine della storia”, secondo la definizione di Fukuyama, né tantomeno di filosofia, ma di dogmi ideologici.
L’eterno presente del capitalismo globale è in realtà la fase terminale di un processo storico ormai esaurito e dalla sua crisi sistemica può nascere una nuova storia, un nuovo umanesimo, una nuova utopia. Non esiste infatti storia senza filosofia, proprio perché, secondo la definizione di Hegel la filosofia altro non è che “il nostro tempo appreso nel pensiero”.

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