Articoli con tag democrazia

La Boldrini, l’M5S, la democrazia e la violenza sulle donne

di Mar.Car.

democrazia elezioni Camera

03 febbraio 2014. Laura Boldrini anche oggi attacca l’M5S. ”Tanti vogliono migliorare le istituzioni e il loro lavoro non può essere rovinato da chi vuole solo distruggere“, parla la Boldrini nel programma di Massimo Giletti su Rai Uno. “I Cinque Stelle non sanno utilizzare gli strumenti democratici, messi a disposizione dell’opposizione dalla Costituzione. Devono imparare“. Ha proprio ragione: i deputati M5S devono ancora imparare e non sanno usare bene gli strumenti della nostra “democrazia matura”. La Boldrini e, in generale, la maggioranza che ci governa invece sì. Li sa usare talmente bene che, ormai, li abusa sistematicamente.

Leggi il seguito di questo post »

, , , , ,

Lascia un commento

La rivoluzione è possibile?

Il nuovo numero di ITALICUM novembre-dicembre 2013,
che puoi scaricare come file PDF dalla pagina dei downloads
La rivoluzione è possibile? - copertina

FOCUS: La rivoluzione è possibile ?
Eugenio Orso: Lo sgretolamento del sistema inizia con i Forconi 3
Marco Della Luna: L’impossibile e sterile rivoluzione contro la casta 5
Carlo Bertani: Noi, voi, loro. E la necessaria rivoluzione – Parte seconda 7
Lutes: Il male oscuro italiano si chiama deflazione 11
Ettore Rivabella:
L’ Affaire Telecom 13

Editoriale
Luigi Tedeschi: Costanzo Preve non è più tra noi 2

Cultura
Costanzo Preve: Sulla rivoluzione 17
Adriano Segatori: Tentazioni pericolose 20
Luca Leonello Rimbotti: L’Europa che non c’è 22
Augusto Sinagra: Aspettando Silla 24
Gian Luigi Cecchini:”Meditazioni” sui concetti di ordine e disordine 26

Attualità
Mario Porrini: Genitori del terzo millennio 27
Laura Gardin: Un’Alba Dorata all’italiana? 28

Esteri
Claudia Regina Carchidi: Quale ricetta per il Paraguay? 31
Agostino Fusar Poli: I ricatti della Troika nell’Est Europa 32
Roberta Dassie: Con Mandele finirà anche un sogno? 34

, , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Bomba o non bomba, arriveranno a Roma? I Forconi, naturalmente

di Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

Bomba o non bomba, violenza o non violenza, provocazione o non provocazione, arriveranno a Roma? I Forconi, naturalmente …

protesta 9 dicembre
Ci è venuta in mente una vecchia canzone di Antonello Venditti, che appartiene a un’altra epoca della storia patria, turbolenta fin che si vuole ma meno infelice dell’attuale. La gente ci amava, e questo è l’importante/ Regalammo cioccolata e sigarette vere/ Bevemmo poi del vino rosso dalle mani unite/ E finalmente ci fecero suonare/ E bomba o non bomba noi siamo arrivati a Roma, insieme a voi (1978, Bomba o non bomba, LP Sotto il segno dei pesci). Un buon refrain, che conserva ancora qualche validità, nonostante il cambio di millennio, per la protesta che attraversa l’Italia e che prima o poi cercherà di arrivare alla capitale, posizionandosi a ridosso dei “palazzi del potere”. Alcuni , come Ferro e Chiavenago, sono contrari “a marciare su Roma” e dentro la capitale mercoledì 18 dicembre. Altri, come il pontino Calvani, non sembrano rinunciare. La prima calata a Roma di parte dei Comitati 9 dicembre sarà un’incognita, con esiti incerti e sviluppi imprevedibili. Sotto il fuoco dei media di sistema, dei politici servi e corrotti, dei sindacati gialli, a rischio d’infiltrazione da parte di provocatori (non stiamo pensando ai soliti centri sociali, o a casa Pound), riusciranno i nostri eroi – detto senza ironia – a superare gli sbarramenti “bomba o non bomba”?

Leggi il seguito di questo post »

, , , , ,

Lascia un commento

Sono arrivati i forconi

Di Luigi Tedeschi

movimento dei forconi

Sono arrivati i forconi!
Da una società italiana in apparenza assuefatta ad uno stato di torpore, passività, indifferenza, sembra riemergere una realtà sociale di un popolo condannato alla disoccupazione, alla precarietà del lavoro, alla emarginazione giovanile senza prospettive per il futuro. Quella dei forconi non è certo una rivoluzione, è una rivolta che non può essere ridotta ad una estemporanea protesta contro la politica economica di un governo o ad un malcontento diffuso, dovuto al presente disagio delle classi subalterne, ma esprime comunque il rifiuto di un modello capitalista finanziario imposto dall’Europa della BCE. L’immagine mediatica che l’attuale classe politica offre dell’Italia è quella di un paese virtuale, in cui la politica ufficiale consiste in contrapposizioni interne ed esterne tra partiti, legge elettorale, leaders politici decaduti e nuovi astri telegenici nascenti, demagogici tagli ai costi della politica. Dai media emerge un paese tuttavia palesemente allineato ai desiderata europei, impegnato nel risanamento dei conti pubblici, necessarie cessioni di beni ed aziende pubbliche, e ad attuare riforme strutturali in senso liberista in materia di lavoro, di welfare, comunque prossimo alla fuoriuscita dalla crisi e alle soglie di una ripresa economica trainata dall’export.
La realtà sociale del nostro paese è invece assai diversa e non certo occultabile dalla vulgata ufficiale, una realtà in cui l’intero popolo italiano sconta in termini di disoccupazione e disagio sociale diffuso gli effetti della politica di austerity inaugurata dal governo Monti e perseguita da Letta & C., imposta dall’Europa della BCE a guida tedesca, cui fa riscontro una classe politica assimilabile ad un governatorato coloniale, la cui unica ragion d’essere è quella della attuazione delle direttive finanziarie europee, cui viene devoluta larga parte delle risorse economiche del paese. L’austerity ha generato recessione ed aumento incontrollato del debito pubblico, non certo il suo risanamento, e il calo progressivo del Pil, causato dal decremento della domanda interna, ha provocato una ondata deflattiva che prelude ad una ulteriore recessione senza ritorno.
La rivolta dei forconi esprime dunque non solo disagio economico e dissenso politico, ma assume un significato morale assai rilevante: è un atto di delegittimazione politica e morale di una classe dirigente che ha fatto venir meno in larga parte la stessa sovranità nazionale italiana. Attraverso l’adesione all’euro e l’assunzione di impegni europei quali il fiscal compact e il pareggio di bilancio, ha devoluto la sovranità economica e larga parte della sovranità politica alle oligarchie finanziarie della BCE.
Che l’Italia in sede europea sia priva di ogni sovranità politica è dimostrato dalla condizione di subalternità dell’agricoltura, condannata ad assurdi contingentamenti della produzione, a subire importazioni di prodotti esteri a basso costo ma privi di garanzie sanitarie e certificazioni di qualità, oltre ad essere penalizzata dalle contraffazioni di prodotti alimentati spacciati impunemente per italiani, che assorbono nel solo agroalimentare circa 60 miliardi di euro (1) secondo recenti stime di Eurispes e Coldiretti, sottratto all’export dei produttori italiani. E’ proprio dagli agricoltori e dai trasportatori che ha avuto origine la rivolta dei forconi.

Leggi il seguito di questo post »

, , , , , ,

Lascia un commento

Conferenza: “Finanza e Unione Europea unico destino? Proposte ed alternative “

Alla  conferenza, organizzata dall’Associazione Culturale ZENIT  in occasione del decennale della Comunità Militante Zenit, parteciperanno relatori di tutto rispetto:

  • Diego Fusaro (Filosofo e Ricercatore allievo di Costanzo Preve)
  • Matteo Marconi (Docente di geografia politica ed economica),
  • Alberto Bagnai (Docente di economia politica), blog: http://goofynomics.blogspot.it/
  • Antonio Maria Rinaldi (Docente di finanza aziendale),
  • Antonio Pimpini (Avvocato di Giacinto Auriti)

moderatore Jacopo Trionfera (Associazione Culturale Zenit).

La Conferenza si terrà a Roma il 13 dicembre 2013, alle ore 18.15

Maggiori informazioni sul blog dell’Associazione Zenit

Associazione Zenit

, , , ,

2 commenti

La fine della ragione e l’avvento dell’incubo

di Adriano Segatori

Francis_Fukuyama

Francis Fukuyama    in La fine della storia e l’ultimo uomo annunciava l’ultima e la più perfetta opportunità per l’uomo della post-modernità: quella determinata e definita dal liberalismo democratico. Questa forma, secondo l’Autore, non può ulteriormente peggiorare e non è neppure la degenerazione di alcuna forma precedente. La storia si muoverebbe verso il progresso, e il progresso tecnologico e industriale è già stato assicurato, guidato ed indirizzato dal capitalismo in ambito economico. Il capitalismo ha il suo corrispettivo politico nella democrazia liberale, sia perché questa è meglio compatibile con il governo di una società tecnologicamente avanzata, sia in quanto l’industrializzazione produce ceti medi che esigono la partecipazione politica e l’uguaglianza dei diritti.

Questa mistificante analisi della realtà non solo è stata presa per buona dalle cosiddette élite intellettuali, ma è diventato il manifesto di quel progetto di globalizzazione universale i cui frutti devastanti sono quotidianamente davanti agli occhi di tutti.

Solo in un punto Fukuyama ha ragione, sull’indicazione dell’ ultimo uomo , ma non con i pronostici e le prospettive che lui stesso intende.

Il capitalismo – nella sua intrinseca costituzione di modellatore (o liquidatore?) delle coscienze – ha creato una realtà virtuale nella quale ogni principio di trascendenza e di spiritualità è stato liquidato, sostituendolo con una mobile accozzaglia di valori della contingenza ed una sua rapida soddisfazione degli egoismi.

L’uomo – dai secoli e nei secoli – è sempre stato ritenuto composto (o comunque adeguatamente inserito) da ed entro tre dispositivi: quello fisico, quello psichico e quello spirituale. Rende molto bene questo concetto la dottrina gnostica, secondo la quale l’umanità sarebbe divisa in base alla natura specifica degli uomini: gli ilici, estranei alla salvezza e alla luce, legati al mondo terreno e alla corruzione del provvisorio, schiavi delle pulsioni e degli istinti; gli psichici, incerti e perplessi nell’abbandonare le finte certezze materiali, ma con una tensione interiore non ben definita che comunque li rende idonei a perseguire un certo cammino di consapevolezza e a dare un nome al loro desiderio inespresso; infine, i pneumici o pneumatici, coloro che sentono la vocazione della conoscenza, che sentono il dovere di rispondere al loro daimon – direbbe Hillman – per dare un senso compiuto alla loro esistenza e raggiungere la piena consapevolezza di sé e del mondo.

Leggi il seguito di questo post »

, ,

Lascia un commento

La lunga notte dell’euro

Il numero settembre-ottobre di Italicum . Scaricalo dalla pagina dei downloadsItalicum_2013_0910-Pagina001

Editoriale
Luigi Tedeschi: A che serve l’Europa ?    2

FOCUS
Marco Della Luna: Finanziaria Letta, macellazione halal     4
Eugenio Orso: Agosto, statale mio non ti conosco    6
Gian Luigi Cecchini: Per una strategia di riconquista della dignità nazionale    8
Carlo Bertani: Noi,voi, loro. E la necessaria rivoluzione    11
Augusto Sinagra: Diversamente italiano    14

Cultura
Costanzo Preve: Controstoria critica del liberalismo e della democrazia     16
Adriano Segatori: La fine della ragione e l’avvento dell’incubo     21
Luca Leonello Rimbotti: La rivoluzione romantica di Richard Wagner     23

Attualità
Mario Porrini: La rinascita della Patria     25
Laura Gardin: Matteo Renzi: Solo chiacchiere e nessun costrutto?    26

Esteri
Claudia Regina Carchidi: Il Delfino Maduro nel post – Chavismo?    31
Agostino Fusar Poli: Geopolitica: uscire dalla sudditanza atlantica    32
Roberta Dassie: La guerra dimenticata: Un crimine invisibile contro l’umanità    33

, , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Cercasi opposizione disperatamente

Editoriale di Luigi Tedeschi , dal numero maggio-giugno di Italicum

Tra le principali cause del declino italiano viene spesso annoverata dai media la perdurante instabilità politica, che rende difficili le riforme e genera sfiducia nei marcati, il cui giudizio, costituirebbe il parametro oggettivo della validità o meno, di una classe politica di un paese. Ma le cause della crisi italiana vanno ricercate altrove.

Leggi il seguito di questo post »

, , , ,

Lascia un commento

Morire per Maastricht, con Enrico Letta e l’Eurogendfor

Obbedienza a Maastricht fino alla morte: parola di Enrico Letta

Articolo di Marco Della Luna su Italicum marzo-aprile 2013

Rieleggere Napolitano al Colle e puntare decisi a legittimare con una riforma costituzionale il presidenzialismo di fatto, svuotando di poteri e dignità il parlamento in favore della Commissione Europea, della BCE e del Quirinale, serve appunto a questo. E’ stata subito confermata la linea (pseudo)neoliberista e fiscalista, gli uomini del Bilderberg, del FMI e dell’UE sono i primi a congratularsi._

Leggi il seguito di questo post »

, , , , , , ,

Lascia un commento