Articoli con tag credit crunch

Gli USA alla conquista del sistema bancario italiano

di Luigi Tedeschi
“Give me control of a nation’s money and I care not who makes it’s laws.”
—Mayer Amschel Bauer Rothschild

Wall Street
Dall’inizio del 2013 i fondi di investimento americani hanno acquisito partecipazioni nella borsa italiana per 82 miliardi di euro. Il valore delle partecipazioni americane è cresciuto dal 2013 di 30 miliardi. I fondi americani hanno acquistato soprattutto titoli bancari ed il valore delle partecipazioni da essi detenute è oggi pari a circa il 22% dell’intero settore bancario italiano. Sulla scia dell’interesse dimostrato dai fondi americani per i titoli bancari italiani si è verificato nella scorsa settimana l’aumento record delle quotazioni di MPS di quasi il 20%. Il fondo Blackrock, che è attualmente il maggiore investitore estero nella borsa italiana, possiede una partecipazione al capitale di Banca Intesa del 5% e potrebbe presto entrare con quote consistenti nello stesso MPS. Secondo recenti stime, il 20% dei titoli quotati in Piazza Affari è in mano americana. Tale situazione pone serie ipoteche circa le prospettive future del sistema creditizio italiano.
Leggi il seguito di questo post »

Annunci

, , , , ,

Lascia un commento

Renzi rottamerà anche l’Italia?

di Luigi Tedeschi
Merkel + Renzi
Arriva Renzi, largo dunque al nuovo che avanza? La personalità eccentrica e ciarliera di Renzi sembra garantire, piuttosto che un futuro radioso, la conservazione di questo immobile presente cui l’Italia sembra essere condannata. Non deve nemmeno stupirci il fatto che il probabile governo Renzi sia sorto in una assise del PD, con contemporanea destituzione dell’uscente governo Letta, che nessun governo italiano sia più legittimato dal consenso del popolo, che il parlamento sia stato esautorato dei propri poteri istituzionali, fagocitati da un presidenzialismo strisciante, che nomina ed esautora governi in spregio alla costituzione. Dalla nascita del governo Monti, sorto non solo grazie ad iniziative poco trasparenti del presidente Napolitano, ma soprattutto a seguito delle pressioni delle oligarchie finanziarie della BCE, la politica italiana ha subito dei mutamenti sistemici di carattere istituzionale, che hanno profondamente inciso sulla stessa sovranità politica del nostro paese. Non è un caso che la Merkel faccia apertamente pressioni per una rapida soluzione della crisi e per la nascita dell’auspicato governo Renzi.
Leggi il seguito di questo post »

, , , , , , , ,

1 Commento

L’Italia di Letta – Saccomanni: credit crunch e recessione

di Luigi Tedeschi
credit crunch

Il governo Letta – Saccomanni, a fronte di uno stato di recessione economica del paese, che registra un incremento della disoccupazione al 12,7% (con punte del 41% tra i giovani), continua ad enfatizzare con toni trionfalistici il calo dello spread, che ha raggiunto quota 200, riportandosi ai livelli ante-crisi del 2011. In realtà il calo dello spread è conseguenza della politica della BCE che ha erogato miliardi di liquidità alle banche al tasso dell’1%. Il sistema bancario ha impiegato larga parte di tale liquidità nell’acquisto massiccio di titoli di stato, realizzando in tal modo rilevanti profitti sugli interessi del debito pubblico.
Oggi, 403 miliardi di titoli di stato sono detenuti dalle banche , e 204 dalle assicurazioni. Il debito sovrano è dunque in larga parte detenuto dalle banche, che mediante tali acquisizioni in massa, hanno contribuito ad allentare le tensioni speculative sul debito pubblico italiano, che comunque resta esposto ai rischi di condizionamento eccessivo da parte di un sistema bancario la cui capitalizzazione è oggi assai problematica e perennemente soggetto alla instabilità dei mercati finanziari. L’impiego della liquidità fornita dalla BCE nel debito pubblico, se si è dimostrato assai redditizio per le banche, ha però determinato una rilevante riduzione del credito erogato alle imprese e ai privati, comportando perciò un calo determinante della produzione e dei consumi. Pertanto l’aumento della disoccupazione non è che un effetto conseguente. La recessione economica che grava sull’intera collettività, rappresenta il costo sociale imposto agli italiani a fronte della stabilizzazione dei tassi di interesse sul debito pubblico, che ha portato al calo dello spread. I finanziamenti alle imprese sono diminuii nel mese di novembre del 6%.
Leggi il seguito di questo post »

, , , , ,

Lascia un commento